06. Come eliminare i conflitti (prima parte)

La felicità non ammette conflittualità, né esteriore, né tantomeno interiore, seppure le due cose siano strettamente legate da una corda indistruttibile.

Entrambe si possono combattere e quindi sconfiggere solamente con la nostra mente, con la nostra volontà, poiché, come infatti dicono in Oriente, l’avversario di una qualunque lotta è interno a noi stessi, a differenza del pensiero occidentale per il quale la lotta è sempre contro un avversario esterno, una seconda persona, qualcuno che non siamo noi.

E hanno ragione gli orientali, a mio parere, perché se qualcosa ti disturba, se qualcuno ti infastidisce, se le azioni di qualcun altro ti fanno arrabbiare e stare male, a volte andare addirittura fuori di testa, be’, il problema sei per forza tu. Voglio dire che non puoi certo eliminare tutte le persone che ti provocano sofferenza. Per quanto non sia fattibile concretamente, ti ritroveresti a dover eliminare il mondo intero. Questo perché ci saranno sempre persone che non si comportano come vorresti (per fortuna). E nemmeno puoi convivere con quella sofferenza, con quella rabbia, con quella delusione, eccetera eccetera, perché staresti da schifo per tutta la vita, colmo di conflitti, di nervosismi, di sfoghi, altro che felicità.

Non hai quindi altra soluzione se non quella di impedire che quelle cose che comunque sono avvenute, avvengono e avverranno sempre e per sempre, proprio perché indipendenti da una tua scelta, ti disturbino. E ti garantisco che ce la puoi fare, è solo una questione di approccio, di accettazione della realtà, dei difetti, dei mali del mondo. E dato che ce la puoi fare, capisci bene quanto sia vero il concetto orientale di lotta interiore. Capisci bene che se qualcuno ce la fa e qualcun altro non ce la fa, la colpa non può essere certo attribuita ad una terza persona.

Come al solito, e non mi stancherò mai di ripeterlo, dovessi pure scriverlo ad ogni articolo, tutto dipende da te.

E inizia dall’accettazione, è su quella che devi lavorare il più possibile. Accettare non significa essere d’accordo, sia chiaro, bensì riuscire ad estrapolare dalla tua testa tutte le influenze culturali, sociali e familiari che hai ricevuto, e che continui a ricevere ogni giorno, anche se non credi che sia così, anche se non te ne accorgi, ed iniziare a pensare al netto di tutto questo. Devi riuscire a portare la tua mente ad uno stato di purezza, di illibatezza, di integrità verginale, devi cancellare da te stesso ogni pensiero di critica (buono o cattivo che sia), ogni etichetta (come già detto in uno degli altri articoli di queste guide) e diventare un puro e semplice osservatore della vita. Devi provare a pensare che davanti ai tuoi occhi tutto accada come se fosse la prima volta, senza che ci sia stato mai giudizio alcuno da parte di chicchessia.

Facendo questo tipo di lavoro per qualunque cosa ti crei problemi (possono essere anche cose che non ti riguardano direttamente, tipo omicidi che senti al telegiornale, stupri, guerre, decisioni politiche, eccetera), riuscirai innanzitutto a prendere le giuste distanze, necessarie per riuscire ad osservare meglio qualsiasi cosa, limitando il tuo coinvolgimento, ma soprattutto riuscirai ad accettare che quelle cose succedano, che non dipendono da te e che quindi non è giusto che ti facciano stare male, riuscirai ad accettare che l’uomo è cattivo, che il tuo amico ti ha tradito, che la tua ragazza o il tuo ragazzo ti ha lasciato, che tuo padre ti ha abbandonato, che il tuo datore di lavoro ti ha licenziato, che una persona a te cara è deceduta. Potrai sconfiggere qualunque tipo di conflitto se riuscirai ad accettare che un fatto avvenuto sia semplicemente un fatto avvenuto e niente di più, che non dipende da te, che è insito nella nostra natura, così come la morte, la crudeltà, la bassezza morale.

Tutto fa parte dello scorrere del tempo e della nostra vita su questo pianeta. Come osservi le stagioni che cambiano senza incazzarti con l’universo perché le ha fatte cambiare (a dire il vero c’è anche qualcuno che crea conflitti su questo, pensa all’assurdità), così devi osservare qualunque cosa si svolga su questo pianeta. E quando dico qualunque intendo proprio qualunque, non c’è nessuna eccezione.

Questo porta ad un altro discorso importantissimo, che è quello della differenza tra cosa è giusto e cosa è sbagliato, ma lo affronterò nella seconda parte di questo stesso articolo.

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1 commento su “06. Come eliminare i conflitti (prima parte)”

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